Il mondo dei giovani e il mercato del lavoro

Lavoro tricoloreIn Italia la questione riguardante i giovani e il lavoro è oltremodo spinosa, dal momento che anche chi possiede una laurea spesso fatica a trovare un impiego. All’elevata disoccupazione bisogna aggiungere anche il fenomeno del precariato e la scarsità delle retribuzioni.

Come è cambiato il mercato del lavoro

I giovani che in questi anni iniziano ad affacciarsi sul mercato del lavoro si trovano a fare i conti con condizioni molto diverse rispetto a quelle vissute dai loro genitori. Nonostante il livello di istruzione sia notevolmente aumentato, soprattutto per quel che riguarda i giovani che conseguono la laurea, le opportunità lavorative risultano insoddisfacenti. A risultare particolarmente difficile è l’inserimento nel mondo del lavoro, che tendenzialmente avviene ad un’età più elevata rispetto a quanto accade ai giovani di altri Paesi europei, con salari medi d’ingresso significativamente inferiori. L’introduzione di nuove tipologie di contratti nel mercato del lavoro non ha permesso la “flessibilità” auspicata, ovvero la possibilità di cambiare impiego secondo le proprie inclinazioni e cercando il meglio per sé. Il sistema lavorativo italiano è diventato sì più flessibile, ma nell’accezione peggiore del termine: i giovani vivono infatti la disarmante esperienza del precariato, dei lavori sottopagati e della generale incertezza per il proprio futuro.

Le conseguenze della situazione attuale del mercato del lavoro

Uno degli aspetti più evidenti dell’attuale crisi del mercato del lavoro è rappresentato dalla dipendenza economica che i giovani sono costretti a mantenere nei confronti della famiglia d’origine. Le retribuzioni insufficienti e l’instabilità lavorativa impediscono infatti lo svolgimento del normale percorso di vita, ovvero andare a vivere per conto proprio e mettere su famiglia. Negli ultimi anni in Italia è aumentato vertiginosamente il numero dei trentenni che vivono ancora coi propri genitori. Le conseguenze sono rilevanti anche per quanto riguarda gli aspetti demografici: i giovani tendono a rimandare la decisione di avere dei figli, proprio a causa delle precarie le condizioni di vita. Il tasso di natalità italiano è fra i più bassi d’Europa, e le conseguenze negative saranno evidenti soprattutto negli anni futuri, quando sempre meno persone lavoreranno e saranno in grado di sostenere il sistema pensionistico.

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