In un periodo di crisi economica come quello attuale, l’ingresso nel mondo dell’imprenditoria da parte dei giovani è tutt’altro che facile. Per questo in Italia esistono specifiche politiche di sostegno, basate su strumenti normativi, finalizzate alla promozione delle nuove attività imprenditoriali da parte dei giovani.
Gli interventi per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile
Attualmente, in Italia, il punto di riferimento per le nuove iniziative di carattere imprenditoriale da parte dei giovani è rappresentato dalla Legge 29 marzo 1995, n. 95 (ex legge 44/86) “Interventi per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile”. Questa legge è stata pensata per favorire la creazione di nuove imprese e società da parte di giovani di età compresa tra 18 e 35 anni. Si tratta di una legge che riguarda le persone residenti in particolari aree geografiche che, a livello europeo, sono classificate come “depresse”. In Italia queste zone si collocano prevalentemente nel Mezzogiorno, ma non ne sono escluse anche alcune aree centrosettentrionali.
La Legge 29/95 riguarda in particolar modo la costituzione di nuove società sotto forma di s.n.c., s.r.l., S.a.s., S.p.A., s.a.p.a., s.s., ma anche cooperative e piccole cooperative. Dall’ambito di applicazione della legge sono invece escluse le società di fatto, le imprese individuali e le società a responsabilità limitata con un socio unico. È importante sottolineare che questa legge riguarda solamente le nuove iniziative, pertanto sono escluse attività come ad esempio ammodernamenti, riconversioni, ampliamenti oppure ristrutturazioni a carico di società o cooperative già esistenti.
Le agevolazioni riguardano progetti d’impresa legati a specifici settori, in primis la produzione di beni da artigianato, industria ed agricoltura. Inoltre la Legge 29/95 si applica anche a nuove iniziative riguardanti la fornitura di servizi alle imprese, con esclusione dei servizi alle amministrazioni pubbliche, alle persone ed alle attività di turismo e commercio.
Le agevolazioni per i giovani imprenditori in agricoltura
Per il settore dell’agricoltura bisogna fare riferimento alla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 “Fondo per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura”. Gli obiettivi prioritari di questo intervento sono rappresentati dalla promozione e dall’adeguamento strutturale di quelle zone italiane che tuttora presentano forti ritardi nello sviluppo del tessuto produttivo. In questo modo si intende favorire anche l’ammodernamento e l’adeguamento delle politiche di formazione, istruzione e occupazione nel settore dell’agricoltura. Dal punto di vista pratico, il sostegno all’imprenditoria giovanile si articola in diversi ambiti: l’assegnazione di borse di studio, il finanziamento di progetti di ricerca, sperimentazione e sviluppo e il “premio imprenditorialità”. Quest’ultimo è un riconoscimento destinato agli imprenditori agricoli con meno di 40 anni di età, che si sono distinti per l’originalità e la creatività nell’utilizzo di nuove tecnologie o interventi che hanno portato a risultati economici positivi. Un altro sostegno previsto dalla Legge 296/06 è rappresentato dai servizi di sostituzione, assistenza e consulenza. Si tratta di interventi che si rendono indispensabili ad esempio quando l’imprenditore agricolo subisce un infortunio o una malattia grave. Questa iniziativa si applica anche nel caso l’imprenditore partecipasse a corsi di formazione tecnica o professionale che comportano l’impossibilità di lavorare nella propria azienda per almeno una settimana.
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